Sono un fiore di pesco ancora fresco e profumato, caduto accidentalmente dal suo ramo.
Sto chiedendo aiuto alle farfalle, affinchè possano insegnarmi a volare, per tornare a casa.
chi sono
Nome: Speranza Infedele Amo il mare, rimanere per ore sotto la pioggia d'estate, svegliarmi la mattina con le tapparelle alzate, baciare dopo aver bevuto la coca cola, scrivere sdraiata sull'erba di parco Sempione, farmi accarezzare ...
La Venere nera del popolo è poco più che una ragazzina, indossa una minigonna e un paio di scarpe che non sa portare. E' in compagnia di altre tre piccole donne e di un uomo quarantenne, qualcuna sembra essere più piccola.
La piccola Venere non parla italiano, conosce solo la sua lingua, e l'inglese. Suo padre è morto e lei è qui con la madre, malata.
Le altre amiche hanno una storia che cambia poco.
L'uomo quarantenne le porta a cena nel week end, offre loro qualche comodità e paga i libri di scuola e qualche medicina.
Che uomo, che generosità!
Le quattro ragazzine con il vuoto negli occhi dicono di ritenersi fortunate ad averlo conosciuto, un valido aiuto. Poi in cambio vuole solo un pò di divertimento, il divertimento che piace agli uomini. Soprattutto agli uomini soli.
Spero che Dio, qualunque sia il suo nome, ritenga che alcuni peccati siano imperdonabili.
postato da: Nighneag alle ore 00:53 | Link | commenti (1)
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martedì, 10 febbraio 2009
Può una bugia proteggere una vita? Può essere nascosto il dolore quando vorresti bruciarlo una volta per tutte, spazzare via la cenere e sostituirla con il fresco, consolante rumore dell'acqua?
Mi sono sempre chiesta perche' non sopportiamo il dolore degli altri mentre combattiamo quotidianamente con il nostro.
E' proprio la consapevolezza di questo limite che ci porta ad avere segreti, segreti pesanti, segreti che fanno male, segreti che gli altri non potrebbero sopportare. Eppue siamo (nella maggior parte dei casi) circondati da potenziali aiutanti, persone che ci vogliono bene e che potrebbero aiutarci ad incendiare quel dolore per sempre.
Se quindi sentiamo il bisogno di sfogarci, di arrabbiarci con il destino, di sfidarlo per stare bene, andiamo da un'aiutante ... andiamo da un'amico, da un genitore e proviamo a dirgli:
"Prendi quel fiammifero, ti prego, lanciamelo addosso, non posso farlo sola"
che tradotto a seconda dei casi sarebbe una maledetta richiesta d'aiuto che però nessuno capisce, perchè il destinatario il più spensieratamente possibile ti dirà:
" Non ci pensare"
poi ti fa la carezza più leggera e veloce che tu abbia mai ricevuto che accompagnerà la tua sospesa attesa della continuazione di quella frase...
Cadi come un mattone sull'asfalto quando dopo qualche minuto capisci che quel silenzio così lungo aveva messo un punto e che tu, ignorante, stavi aspettando qualcosa che non sarebbe mai arrivato.
Se siamo fragili in questo caso gli occhi si bagnano e non perchè stiamo bruciando nel fuoco, ma solo perchè siamo incompresi. Solo perchè abbiamo semplicemente bisogno di parlare e nessuno ascolta perchè fa troppo male.
E noi che stiamo in mezzo alla tragedia?
Siamo soli con una carezza e un aiutante che ci dice di essere superficiali, di fare finta che non sia successo nulla.
E l'aiutante non lo fa con cattiveria, al contrario, lo fa perchè ti ama e per lui la vera tragedia è vederti piangere, lui vuole vederti sempre felice, sorridente, perfettamente spensierata e non capisce che mentre tu entri in scena bella e felice come non mai pian piano raccogli immondizia dentro e tu sai che quella spazzatura va bruciata davvero e al più presto altrimenti diventerai una discarica ricoperta d'oro. Placcato.
postato da: Nighneag alle ore 12:38 | Link | commenti (7)
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Ricordo che quando avevo 14,15,16 anni mi sentivo una donna vissuta ed incredibilmente matura per la mia eta', vedevo la vita mai sazia di ingiustizie quando ancora non avevo nemmeno iniziato a conoscerla.
Allora tra una delusione e un'altra, tra una litigata e una pizza con le amiche, tra il volontariato, i corsi in palestra e la scuola, ogni tanto in oratorio mi incantavo di fronte ad un quadretto con queste parole...
E mi ritrovo con il telefono in mano a difendere il tuo onore. E non so nemmeno perche' lo faccio. Non te lo meriti, questo e' sicuro.
E intanto scopro che mi hai tradita, peggio, hai ingannato la mia fiducia. Quei tre anni su cui non avevo dubbi, la certezza della mia vita, la prova che qualcuno, tu, mi avesse voluto davvero un bene profondo e' svanita assieme all'affiorare di quella voce che preoccupata chiedeva "chi sei? Tu lo conosci? Voglio sapere chi sei."
"Un'amica" le ho risposto ed ho aggiunto rassicurazioni del tipo "non ti devi davvero preoccupare, ci conosciamo da quando ero piccola, ci vogliamo bene si, ma niente di particolare."
E lei allora continua a dirmi di te, di lei,di cinque anni di amore (almeno suo), di un matrimonio saltato, del secondo tentativo di diventare tua moglie a dicembre.
Non posso muovermi, dire che sono turbata e' molto poco e mi cala lento un sipario davanti agli occhi. Perche' non ci posso credere che tu in realta' di bene me ne hai voluto molto poco. Per tre anni mi hai mentito o hai mentito a lei o ad entrambe.
Oggi si cancella la certezza di avere una persona che se hai bisogno, sai, fara' qualsiasi cosa.
Oggi si cancella sincerita', fiducia o quel poco che ne era rimasto.
Oggi si cancellano le giornate a piangere, a dirti come stavano le cose.
Oggi si cancellano le tue telefonate solo per dedicarmi una canzone e farti perdonare.
Oggi mi si apre un palco dove tu sei stato protagonista e io una comparsa.
Eppure mi sento fortunata a non essere io "l'altra" che adesso deve anche decidere se sposarti o no. Se decide di no deve resettare cinque anni, se verra' con te sull'altare dovra' pregare per venti, trenta, quarant'anni che tu non ti invaghisca della prima che ti passa sotto gli occhi.
Intanto mi si cancella la possibilita' di fidarmi di un uomo e adesso che amo, mi torna la paura, la consapevolezza che anche tu potrai svanire cosi' amore mio...
postato da: Nighneag alle ore 10:13 | Link | commenti (6)
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Non mi riesce piu' di scrivere... ho perso la malinconia ed e' un bene forse. Con lei pero' se n'e' andata anche un po' d'espressivita'. Quando prendo in mano una penna e' per scrivere a lavoro o per fare cruciverba mentre mi brucio la schiena sotto al sole. E mi accorgo che non sono in grado di scrivere quando sono serena, poi mi dico che sicuramente ci saranno altre occasioni in 80 anni di vita che mi rimangono di essere triste, nostalgica, pensierosa e di ricominciare a scrivere sui treni che corrono verso chissa' dove.
La scuola e' finita, la palestra ricominciata per rincorrere la moda, lo sguardo nello specchio o forse solo l'autostima..
Sono stata a Roma con mio papà, ho conosciuto una cinquantina di cugini di 4° o 5° grado che non avevo mai visto e pareva strano sentirli parlare in romanaccio.
Ho guidato io fino a Firenze quando siamo andati... sto anche diventando red bull dipendente e mentre bevo non faccio che pensare alla Taurina e fregarmene .............
postato da: Nighneag alle ore 22:33 | Link | commenti (5)
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quando nulla ti e' stato ancora preso, o non lo sai.
Mi logora pensarti, non voglio tu stia male e mi rassicura che nell'innocenza dei tuoi sei anni pensi che tutto sia un gioco. Ma cosa accadra' quando saprai che il gioco era crudele? I ricordi, gli odori, li riconoscerai? Ne avrai paura? Spero che le mie favole ti aiutino, spero tu capisca che la gente e' matta, spero che visto che e' poco che vivi, tutto faccia meno male. Infondo, non avrai mai immagini chiare nella mente, forse la tua vera prima volta per te sara' bella comunque.. vorrei solo capire se voci, respiri sfocati possono far piu' male della certezza. Vorrei uccidermi perche' il mio cuore risponde di si'.
Ma sai, il bello esiste, lo dobbiamo ancora scoprire tutto e tu soprattutto devi ancora vedere il mare, le montagne, l'alba e il tramonto, i dipinti di persone famose e tutti quelli di chi non ci e' arrivato ma esprime meglio.
Devi ancora leggere i libri che ti cambiano la vita, devi vedere il mondo, agitarti per una partita di pallavolo, per la voglia di fare bene, per l'insicurezza di non riuscirci, devi baciare e sentire le lacrime agli occhi, non la prima volta, ma la decima forse, puoi aiutare tante persone, imparare a parlare in inglese, recitare magari, ballare, andare sui pattini, volare...
Devi salvare la tua mamma, tirarla fuori da quell'ospedale dove la imbottiscono di medicine perche' a 30 anni si puo' rimanere scioccati e delusi da persone che hai conosciuto bene eppure no...da un marito e da una madre che ha visto come premurosi, affettuosi e che sono cambiate, che cattive non le riesce nemmeno ad immaginare. Eppure hanno fatto del male alla sua bambina... Che confusione deve avere in testa.
Tu devi farle capire, piccola mia, quando cresci un po', che puoi essere felice comunque, devi diventare bella, devi correre e vendicarti del destino nel modo migliore.
Cambialo.
E prima ci provero' io per te e se riusciro' potro' aiutarti quando ti troverai su quella monotona strada di malinconia cosi' lunga, infinita, in pianura, senza curve. Potro' aiutarti a girare a destra, verso la salita, pur sempre una salita pero' colorata e tanto luminosa, se riusciro' ad arrivare in cima io ti aspettero' e guarderemo insieme, con le vertigini, gli alberi li' sotto... gia' riesco ad immaginarli, cosi' piccoli e tutti uguali rispetto a quello che vedremo noi...
Non puoi capire piccola mia, non ancora, spero dimenticherai. I sorrisi, quelli di ieri, di oggi, chissa' se li vedro' ancora tra pochi anni quando tu saprai... ti accorgerai e piangerai. Chissa' chi te lo dira' della nonna e del tuo papa', chissa' se lo dovrai capire da sola mentre il tuo corpo cambiera' e certe sensazioni le sentirai anche tu.
Ho riletto parole scritte. Talmente forti, belle, che oggi mi sembra non possano essere mie. Dovrei sempre vederle cosi' le cose.. mi manca qualcosa per farlo pero' e non riesco a trovare, a capire...
Perche' il passato deve incidere cosi'? perche' deve fre male? E' passato. Si potra' mai essere felici con un passato orrendo?
Nemmeno scrivere mi riesce piu', per oggi.
postato da: Nighneag alle ore 12:37 | Link | commenti (5)
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lunedì, 11 febbraio 2008
In una giornata stupena delle parole travolgenti. Ho ancora paura di qualcosa, sono stanca di averne.
(mi ricorda un volo..... )
Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!
Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.
Rilassati!
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell'accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta.
dal film "The big kahuna"
postato da: Nighneag alle ore 14:22 | Link | commenti (1)
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Eh si', che siano 15, 20, 30 o 50 gli anni sembrano sempre essere tanti. Ricordo che quando avevo 5 anni mi vergognavo di piangere perche' mi sentivo troppo grande per farlo, penso che molti custodiscano memorie del genere.
Come sono arrivata a questo pensiero non lo ricordo. Aprendo word ho solo pensato che aspetto l'estate, come ogni anno. Questa volta un po' prematuramente visto che siamo solo agli inizi di febbraio. Temo di essere stata illusa da poche giornate di caldo accogliente in cui togliersi il cappotto e' stato piacevolmente rilassante e, appunto, illudente. Gia' fantasticavo sui pomeriggi al parco, sulle giornate che non finiscono mai perche' c'e' sempre il sole, anche di notte. E fa sempre caldo, si esce, e un tetto fittizio ci copre, non so perche' la terra non puo' avere un'unica stagione.
D'estate tutto e' piu' facile, accade tutto piu' velocemente.
Amicizie,
amori,
conoscenze,
avventure,
partenze,
ritorni,
sogni realizzati,
ferite curate in un lampo,
passioni rubate,
curiosita' di posti non ancora toccati,
partite vinte,
altre perse
ma cosa importa,
poi ancora amori,
litigi che perdono peso,
tutto solo perche' il sole splende e fuori fa caldo.
Quando tutto e' bello, quando lo vediamo, che tutto e' bello, nulla ci turba. (Maledetta la prof. che mi dice che faccio ripetizioni. Si chiama enfatizzare concetti semplici, lo faccio consapevolmente.) E non esistono persone depresse, sembra che tutti verso maggio capiscano che non vale la pena deprimersi. Forse qualcuno sta davvero male, ma scommetto che portarlo all'aperto ad osservare il prato verde acceso , le montagne che si intravedono, i bambini che giocano, be' ... servirebbe a qualcosa.
Ho letto recentemente che l'uomo guarda molto l'aspetto estetico perche' ha bisogno di bellezza per sentirsi completo. Nella stessa pagina era scritto che le persone piu' serene sono quelle che hanno visto piu' bellezze.
Sapete una cosa? E' tutto nostro, questa e' casa nostra, possiamo avere quello che vogliamo quando lo vogliamo, tutti possiamo esserlo, sereni.
L’ennesima cena perduta, uno dei tanti appuntamenti a cui ho dato buca.
Mamma non gridava, stava in silenzio, ingoiando qualche lacrima. Quel tacere era per me un rumore imbarazzante, sentivo la pelle del viso riscaldarsi. Mi vergognavo come se stessi uccidendo qualcuno. Assieme al calore compariva un intrepido pensiero: stavo facendo del male ai miei genitori, agli amici che da poco avevano smesso di chiamarmi ogni pomeriggio, a mia cugina che stava capendo tutto, persino al medico a cui stavo facendo perdere tanto tempo con le mie bugie e a Riccardo che pareva volermi tanto bene …
Questa presa di coscienza non mi aiutava, dopo l’imbarazzo iniziale ho iniziato ad innervosirmi fino a giungere alla rabbia. Non volevo accettare tutto questo. Stavo passando da ragazzina troppo buona a bambina viziata.
Non potevo accettare questa visione di me stessa, non ero mai stata definita egoista da nessuno e rispecchiava ciò che non avrei mai voluto essere.
A questo punto avrei potuto fare una mossa intelligente, chiamare uno psicologo, prendere un appuntamento, cercare di migliorarmi e andare avanti. Invece mi sono alzata, ho fatto le scale, mi sono chiusa in camera e con la musica al più alto volume possibile, ho iniziato a piangere.
Perché non sono nata magra? Perché devo fare male a qualcuno per diventarlo? Credevo che bastasse il mio dolore.
Ho iniziato a immaginare di chiudere con il mio piccolo segreto: Riccardo scompare, io rimango sola tutta la vita. Abito in un palazzo popolare e non ho soldi. Non sono sposata e non ho amiche, lavoro in una fabbrica e la notte mi faccio compagnia da sola …
Poi ho fatto l’inverso e mi sognavo magra, ricca, sposata con Riccardo e piena di persone che mi ammiravano.
La prima scelta mi deprimeva, la seconda era la tentazione del diavolo, nell’unico senso che può avere questa frase, perché, per avere tutto ciò, avrei dovuto essere egoista e senza scrupoli.
Non riuscivo a decidere, questa era la conferma di quanto fossi molle e priva di carattere.
Dovevo farla finita con tutto. Dovevo uccidermi.
Non ci ho pensato due volte prima di ingoiare le venticinque compresse che stavano lì, a fissarmi con aria di sfida. Le ho fatte scendere cinque alla volta insieme a un bicchiere d’acqua. Già le immaginavo corrodermi lo stomaco e aspettavo in silenzio di sentirmi male.
Mi sono sdraiata sul letto più convinta che mai. Questa era la volta buona, tra poco tutto sarebbe finito.
Voglio morire. Non vedrò mai più mamma e papà litigare per la pasta troppo cotta.
Voglio morire. In fondo qualcuno che mi vuole bene c’è …
Voglio morire. Riccardo, io lo amo.
Voglio morire. Chissà cosa diranno Maddy e gli altri quando avranno la notizia. Probabilmente capiranno tutto il mio dolore, ma non potranno mai abbracciarmi.
Credo che questi siano i segni più evidenti di amore verso la vita. Stavo soffrendo, ma non abbastanza. Al tanto dolore avevo ancora molta gioia da affiancare, una tiepida luce che scioglie pian piano il ghiaccio che hai dentro.
E’ quando mi sono resa conto di questo che ho avuto paura, terrore di perdere tutto ciò.
Improvvisamente mi accorgevo di vedere sfuocato, di tremare per non so quale ragione. Ho preso il cellulare in preda al panico e ho composto frettolosamente il numero di R. che ormai conoscevo a menadito.
"Ehi bellina…"
Piangevo, non sapevo che dire.
"Cos’è successo? Che hai? Perché piangi?"
"Amore non ti arrabbiare, ho preso un po’ di medicine che non dovevo prendere. Non mi sento la faccia, ho paura.".
Dopo qualche domanda, con finta calma mi diceva di andare a vomitare tutto, mi spiegava come spingere in fondo più forte che potevo. Non sapeva che per me sarebbe stato un gioco da ragazzi.
Raggiungere il bagno mi era costato molta fatica, ma mai avrei pensato di avere problemi nel vomito. Non era come con la nutella, morbida e delicata. Ogni contrazione mandava dell’acido che mi infuocava la gola e alla fine della mia piccola avventura non ero in grado di parlare e l’aria arrivava pesante e colma di dolore.
Avevo capito di non amare la mia vita in se, ma le persone che la formano. E avevo capito anche che R mi amava. Quando mi ha richiamata per sentire come stavo con un tono cupo, triste e un po’ imbarazzato mi aveva sussurrato: " Piccola lo sai che se non ti saresti fermata noi non ci saremmo mai più rivisti?"
Sì, lo sapevo più di ogni altra cosa. Gli ho chiesto perdono in tutte le lingue che il mio cuore conosceva.
E' tanto che non metto una foto, ed e' tanto che non sorridevo cosi' per merito di me stessa, di come sto migliorand la mia vita e non grazie all'amore e alla fiducia di qualcun'altro. Una tappa direi da immortalare: